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Diritto tributario e contenzioso fiscale

Accertamenti, opposizioni a cartelle, ricorsi davanti alle Corti di Giustizia Tributaria, riscossione coattiva, crisi da sovraindebitamento.

Quando l'impresa riceve una contestazione fiscale

L'avviso bonario che precede l'iscrizione a ruolo, il processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza, l'invito al contraddittorio dell'Agenzia delle Entrate, l'avviso di accertamento notificato a ridosso del termine decadenziale: sono i momenti in cui l'imprenditore si trova, spesso senza preavviso, davanti a una pretesa erariale che incide direttamente sulla continuità aziendale. La reazione tempestiva e tecnicamente impostata fin dalla fase amministrativa è, nella maggior parte dei casi, la differenza fra una definizione contenuta e un contenzioso pluriennale.

Lo Studio assiste imprese individuali, società di persone, società di capitali e professionisti del territorio romagnolo nelle diverse fasi della relazione con l'Amministrazione finanziaria: dal contraddittorio endoprocedimentale alla difesa davanti alle Corti di Giustizia Tributaria, dalla gestione delle cartelle esattoriali alle opposizioni esecutive, fino alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per i debitori sotto-soglia.

L'impostazione del lavoro è probatoria prima ancora che processuale: ogni contestazione viene letta ricostruendo, documento per documento, ciò che l'Amministrazione ha realmente accertato e ciò che invece risulta inferito o presunto. È un metodo che lo Studio applica al contenzioso fiscale traendolo dalla formazione del titolare in procedura penale e dal dottorato di ricerca dedicato allo statuto della difesa.

Accertamenti tributari e contraddittorio endoprocedimentale

Il quadro normativo del contraddittorio preventivo è stato profondamente rivisto dalla riforma fiscale 2022-2024. Il nuovo art. 6-bis dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000, come modificato dal D.Lgs. 219/2023) ha generalizzato l'obbligo di contraddittorio per gli atti impositivi di rilievo, salvi i casi tassativi di esclusione. Il termine per la presentazione delle controdeduzioni e l'obbligo di motivazione rafforzata sull'esito del confronto rendono la fase amministrativa la sede privilegiata di costruzione della difesa.

L'assistenza dello Studio in questa fase comprende l'analisi dello schema di atto comunicato dall'Ufficio, la ricostruzione documentale della posizione del contribuente, la redazione delle memorie difensive e — quando opportuno — la partecipazione al contraddittorio orale. La definizione in adesione (D.Lgs. 218/1997), l'acquiescenza e la conciliazione restano strumenti deflattivi da valutare in chiave economica oltre che processuale, ponderando l'incidenza delle sanzioni ridotte rispetto alla sostenibilità di un ricorso.

In presenza di accertamenti basati su presunzioni — studi di settore, indici sintetici di affidabilità (ISA), accertamenti bancari ex art. 32 d.P.R. 600/1973, redditometro — la difesa si concentra sulla prova contraria documentale e sulla contestazione del meccanismo presuntivo, tema oggi attraversato anche dall'evoluzione giurisprudenziale sull'onere probatorio introdotto dall'art. 7, comma 5-bis, D.Lgs. 546/1992.

Contenzioso davanti alle Corti di Giustizia Tributaria

Le Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado (nuova denominazione delle Commissioni Tributarie a seguito della L. 130/2022) costituiscono il giudice naturale della materia. Il ricorso va proposto, a pena di inammissibilità, entro sessanta giorni dalla notifica dell'atto, previa eventuale presentazione dell'istanza di accertamento con adesione che sospende il termine per ulteriori novanta giorni.

L'assistenza riguarda la redazione del ricorso introduttivo, la formulazione dell'istanza di sospensione dell'esecuzione ex art. 47 D.Lgs. 546/1992 quando la riscossione frazionata in pendenza di giudizio pregiudichi l'attività d'impresa, la trattazione dell'udienza e, ove opportuno, l'attivazione del giudice monocratico per le controversie di valore non eccedente la soglia di legge. Lo Studio segue inoltre il giudizio di appello davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado.

La conciliazione giudiziale in primo e secondo grado, prevista dagli artt. 48 ss. D.Lgs. 546/1992, viene esaminata caso per caso come opzione di chiusura anticipata, alla luce dei benefici sanzionatori e dell'aleatorietà residua del giudizio.

Cartelle esattoriali, vizi di notifica e opposizioni

La cartella di pagamento emessa dall'Agente della Riscossione (oggi Agenzia delle Entrate-Riscossione) è frequentemente l'occasione in cui emergono, a distanza di tempo, pretese di cui il contribuente non aveva avuto conoscenza effettiva. I vizi di notifica dell'atto presupposto (avviso di accertamento, avviso di addebito INPS, ingiunzione fiscale dell'ente locale) restano la principale linea difensiva, congiuntamente alle eccezioni di prescrizione e decadenza maturate nelle fasi successive.

Lo Studio assiste il contribuente nella scelta del rimedio corretto: ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria per i tributi di sua competenza, opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi ex artt. 615 e 617 c.p.c. davanti al giudice ordinario per i crediti non tributari, opposizione ex art. 615 c.p.c. per i vizi successivi alla notifica della cartella. La corretta individuazione del giudice e dell'azione, in una materia segnata dal frammentato riparto di giurisdizione, è essa stessa attività difensiva.

Ipoteche legali, pignoramenti dell'Agente della Riscossione, riscossione coattiva

Le misure cautelari ed esecutive dell'Agente della Riscossione — fermo amministrativo del veicolo, iscrizione di ipoteca legale ex art. 77 d.P.R. 602/1973, pignoramento presso terzi su conti correnti, stipendi e crediti commerciali ex art. 72-bis d.P.R. 602/1973 — incidono in modo immediato sulla operatività dell'impresa.

L'attività dello Studio comprende la verifica dei presupposti dell'iscrizione (importi soglia, preavviso, regolarità della notifica degli atti presupposti), l'azione per la cancellazione dell'ipoteca quando illegittima, la richiesta di sospensione amministrativa o giudiziale, l'opposizione al pignoramento e la negoziazione delle rateizzazioni che consentono il rilascio delle somme vincolate.

Rottamazioni, definizioni agevolate, rateizzazioni

Le misure di definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione — comunemente note come "rottamazioni" — e le diverse forme di rateizzazione (ordinaria e straordinaria) disciplinate dall'art. 19 d.P.R. 602/1973 vanno valutate non in astratto ma in funzione della complessiva esposizione del contribuente e della sua capacità di rispettare il piano. La decadenza dalla rateizzazione comporta la riattivazione delle azioni esecutive sul debito residuo: una valutazione tecnica preventiva di sostenibilità, congiunta — quando l'impresa è cliente del professionista — alle ipotesi alternative di composizione della crisi, è preferibile alla scelta affrettata della definizione meno onerosa nel breve periodo.

Crisi da sovraindebitamento

Per i debitori non assoggettabili alle procedure concorsuali maggiori — consumatori, professionisti, imprenditori sotto-soglia, imprenditori agricoli, start-up innovative — il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) disciplina agli artt. 65 ss. tre procedure di composizione: la ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore e la liquidazione controllata.

Quando l'esposizione fiscale rappresenta la componente prevalente del passivo, queste procedure consentono — alle condizioni di legge e con il vaglio dell'Organismo di Composizione della Crisi e del giudice — di pervenire a una falcidia del debito tributario, ivi compresi i crediti privilegiati nei limiti di capienza, e all'esdebitazione finale. Lo Studio assiste nella valutazione di accesso alla procedura, nella predisposizione della documentazione, nel raccordo con l'OCC competente e nella fase giudiziale.

Reati tributari

Le soglie di rilevanza penale dei reati tributari (D.Lgs. 74/2000) — dichiarazione fraudolenta, infedele, omessa, omesso versamento di IVA e ritenute, indebita compensazione, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte — comportano sovente l'apertura di un procedimento penale parallelo al contenzioso amministrativo. Le due dimensioni vanno gestite in coordinamento, anche in considerazione delle cause di non punibilità e delle attenuanti collegate al pagamento del debito tributario (art. 13 D.Lgs. 74/2000) e dell'incidenza del giudicato penale sul tributario. Per la difesa nei procedimenti penali tributari si rinvia alla pagina dedicata al Penale d'impresa.

Il metodo dello Studio

Il primo incontro è destinato all'inquadramento del caso e all'analisi della documentazione. Su questa base lo Studio formula il preventivo scritto dell'attività professionale, ai sensi dell'art. 13 L. 247/2012, con indicazione delle voci di costo e delle fasi.

Lo Studio è individuale: il rapporto con il cliente è diretto con il titolare. L'analisi documentale precede sempre la scelta della strategia processuale: la valutazione delle alternative deflattive e stragiudiziali — adesione, conciliazione, definizione agevolata, rateizzazione, composizione della crisi — è parte costitutiva della consulenza, non un ripiego successivo al rigetto del ricorso.

Al contenzioso fiscale lo Studio applica il rigore probatorio maturato nell'esperienza di ufficiale di Polizia Giudiziaria e consolidato dal dottorato di ricerca in Procedura penale dedicato allo statuto della difesa: la ricostruzione del fatto fiscale viene affrontata con il medesimo metodo di verifica documentale e di tenuta della prova che la materia penalistica richiede.

Aree collegate

Il contenzioso tributario presenta frequenti punti di contatto con altre materie trattate dallo Studio. In particolare:

Per un primo confronto

Per un primo confronto sulla Sua situazione può scrivere alla casella PEC dello Studio o utilizzare il form di contatto. Il primo incontro è destinato a inquadrare il caso e a definire — se opportuno — il preventivo scritto dell'attività ai sensi dell'art. 13 L. 247/2012.